“Nessuno deve essere discriminato in base alla sua origine, alla sua etnia, alla sua patria o alla sua origine”. Questo recita il primo comma del terzo paragrafo dell’art 3 della Grundgesetz, la Legge Fondamentale della Repubblica Federale. Poche righe che forse qualcuno a Norderstedt nello Schleswig- Holstein sembra essersi dimenticato. E non sono gli uomini della Npd ma l’associazione degli asili nido del quartiere Harksheide Kringelkrugweg. Durante una riunione di fine ottobre gli amministratori delle varie strutture hanno deciso in un protocollo di stabilire una quota per il numero di alunni provenienti da famiglie di origine non tedesca. Sulle 59 persone che si sono pronunciate a favore del documento (su un totale di 70) 5 vorrebbero un tetto del 27% corrispondente alla percentuale di migranti ad Amburgo, la città a cui Norderestedt, è attaccata, anche se non amministrativamente. Tredici altri membri favorevoli preferirebbero un tetto del 19,2%, il tasso medio di stranieri nella Bundesrepublik, mentre gli altri quarantuno, la maggioranza vedrebbero un limite in linea con il numero di stranieri presenti nel Land cioè 12,5%. Secondo l’associazione dei gestori degli asili nido non solo gli stranieri non sono uguali ai tedeschi, ma anche gli stranieri tra di loro. Così avrebbero anche stabilito la divisione per aree geografiche, il 25% dei bimbi stranieri dovrebbe venire dalla Turchia o da paesi arabi, un altro 25% dall’Europa orientale, il resto da tutto il mondo. La ragione della regolamentazione è stata secondo i membri dell’associazione dettata dalla frequenza dei ricorsi riguardo agli alunni non tedeschi addirittura con la minaccia da parte di alcuni genitori di ritirare i loro figli dagli asili se questi avessero accettato altre richieste da famiglie di origine straniera.
Le reazioni a questo documento siglato dall’associazione sono state forti. Soprattutto da parte di Verdi, Spd e dalle associazioni di stranieri. Anche il sindaco di Norderstedt Hans Joachim non l’ha presa bene. Ha inviato una lettera agli interessati, sottolineando come la decisione sia stata presa da un assemblea e senza che lui ne fosse a conoscenza. E auspicando un ridimensionamento del protocollo.
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