Christoph Daum è tornato. Era il mese di ottobre 2000 e il baffuto allenatore tedesco era tra i papabili per diventare il nuovo allenatore della nazionale tedesca. Il suo Bayer Leverkusen era nei pianti alti della Bundesliga ed esprimeva un gioco piacevole. A fermarlo non una flessione della squadra e nemmeno qualche candidatura eccellente, ma un capello. Sì, quello che il dg del Bayer Leverkusen chiese di prelevargli per i test di inizio stagione. L’esito è chiaro e scioccante per il mondo del calcio tedesco. Positività alla cocaina. Per Daum è la morte sportiva e morale. Soprattutto in Germania. Licenziamento ed esilio tra Turchia e Austria. Nel paese di Ataturk Daum vince due titoli nazionali e in Austria riporta il campionato all’Austria Vienna dopo 9 anni.
Il ritorno in Germania è datato 2006, sponda Colonia, la città d’adozione di Daum, calciatore ed allenatore. Prima la Zweite Bundesliga, poi la promozione nella massima serie e una stagione con salvezza tranquilla in Bundesliga.
Un altro anno di Turchia e poi il 24 marzo 2011 la chiamata di Herbert Bruchhagen dirigente dell’Eintracht Francoforte, squadra che qualche ora prima aveva esonerato il tecnico Skibbe.
“Provo ad aiutare l’Eintracht” così ha detto il baffuto di Aue accettando la proposta. Una sfida che arriva dopo il no di Daum e del suo secondo Roland Koch alla Dinamo Mosca che gli aveva offerto una panchina per la nuova stagione.
Da quando è in carica l’ex del Bayer ha fatto notizia per i suoi metodi democratici e di dialogo. In linea esatta con il personaggio. Colloqui individuali con ogni giocatore della rosa, domande sul proprio ruolo e sul proprio numero di maglia preferito. E poi molta vita di squadra, lavoro in campo ma anche tempo libero insieme dai pasti ai momenti di riposo. Dialogare, capire e farsi capire un po’ marzulliano. Come con Georgios Tzavellas, giovane greco con cui l’allenatore ebbe molto a che dire “Voglio che lui capisca quello che io voglio da lui. Io devo capire le sue risposte”.
Il suo obbiettivo? “Lavorare in maniera concettuale e influire sul gruppo in maniera positiva”.
Ricorda, soprattutto a parole, qualcuno che viene da Setubal.
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