Thinking outside the box

21 mag

 

Cerchiamo qualcuno che pensi in maniera diversa”. Quante volte a un colloquio di lavoro l’addetto dell’ufficio del personale ha ripetuto ai “candidati” questa frase quasi come un mantra. E su questa base, la Sap, colosso tedesco nell’ideazione e nella produzione di software con 65.000 dipendenti, ha deciso di iniziare una campagna di assunzioni. Fino a qui nulla di nuovo. Se non fosse che il colosso fondato da Dietmar Hopp sta cercando programmatori e tester affetti da autismo.

La Sap che ha sede a Walldorf, in Baden Wuerttemberg, collabora da tempo con Specialisterne, un’azienda di tecnologia di Copenhagen. Con il sodalizio danese, che si occupa di data entry, test sui software, l’azienda di Dietmar Hopp,presidente anche del TSV Hoffenheim club di Bundesliga, ha avviato alcuni progetti con lavoratori autistici. Nel 2011 in India, nel 2012 in Irlanda e dal 2013 nella Bunderepublik, Stati Uniti e Canada.

Una politica di assunzioni che dovrebbe aumentare sì l’empatia con i clienti ma soprattutto la qualità dei prodotti Sap

La sede della Sap a Walldorf nel sud della Germania

La sede della Sap a Walldorf nel sud della Germania

. Perchè le persone affette d’autismo in molti casi hanno molto talento, vedono le cose da un’altra prospettiva rispetto ai non autistici e hanno una percezione diversa dei dettagli. Un esempio? Se a un autistico chiedete di controllare una colonna lunghissima piena di cifre lo farà nella maggior parte dei casi senza problemi. Un mix che potrebbe fare comodo al colosso tedesco in un tempo di sempre maggior concorrenza. E che potrebbe aiutare i ragazzi che lavorano, autistici e non, a capire che essere diversi non è uno svantaggio. Anzi.

Monaco, neonazisti alla sbarra

6 mag

beate_zschaepe_ Si comincia. Dopo un primo rinvio, a Monaco di Baviera  è iniziato uno dei processi più attesi della giovane storia della Repubblica federale. Alla sbarra c’è la Nationalsozialistischer Hintergrund (Resistenza nazionalsocialista) un gruppo di terroristi di estrema destra che tra il 2000 e il 2007 ha ucciso dieci persone, nove immigrati (8 di origine turca e 1 greco) e una poliziotta, oltre ad aver organizzato due attentati dinamitardi e 15 rapine in banca per autofinanziarsi.

Scoperta “per caso” - Una banda terrorista smascherata dalla polizia tedesca nel novembre 2011, quando Uwe Mundlos e Uwe Bonhardt, due dei fondatori della Nsu si suicidarono in un camper di Eisenach in Turingia. In quel caravan gli agenti trovarono l’arma di Michele Kieswetter, la poliziotta uccisa nel 2007. E poche ore dopo nell’appartamento di Zwickau che era la base della Nsu trovarono armi e un DVD in cui i terroristi mostravano immagini catturate sui luoghi degli omicidi. E arrestarono Beate Zschaepe, una delle menti della Nationalsozialistischer Hintergrund. Ed è proprio lei, la donna che quando la polizia gli mise le manette disse “Sono la persona che cercate”, a essere al centro del processo.

Zschaepe, principale accusata - Trentotto anni, figlia di un studentessa di medicina della DDR in trasferta a Bucarest e di un suo compagno di studio romeno (che non l’ha mai riconosciuta), la donna ha militato nell’estrema destra fino da quando aveva 18 anni. Prima manifestazioni nostalgiche e contro l’immigrazione in contiguità con gli ambienti del NPD poi insieme a Mundlos e Bonhardt e ad altri “Kameradschaft Jena” e “Thuringen Heimatschutz”, due piccoli gruppi neonazisti. Infine la clandestinità e gli omicidi, sempre contro immigrati che avevano piccole attività. Obiettivi “facili” e indifesi per i terroristi. Crimini compiuti con l’aiuto di una serie di fiancheggiatori che fornivano al gruppo armi, denaro e protezione, senza che polizia e servizi di sicurezza riuscissero a fermarli. E anche questo sarà uno dei temi del processo iniziato oggi. Come è stato possibile che per 7 anni un piccolo gruppo di persone abbia ucciso in nome dell’odio razziale senza che nessuno negli organi di sicurezza abbia dato l’allarme?

Bad Hersfeld, i dipendenti Amazon verso lo sciopero

29 apr

LibriGuai in vista per Amazon. Dopo i dati che parlano di un andamento economico negativo della multinazionale nella Bundesepublik per la seconda volta, a poche settimane dall’agitazione di Lipsia, i lavoratori della multinazionale di Seattle vogliono scioperare. A volersi fermare sono i dipendenti dello stabilimento di Bad Hersfeld che con un referendum a cui hanno partecipato il 78% degli iscritti Ver.di (il sindacato tedesco dei servizi) si sono espressi chiaramente (97,6%) a favore della battaglia salariale. I rappresentanti dei 3700 lavoratori dell’impianto dell’Assia chiedono ai vertici di Amazon.com che i salari e i diritti dei dipendenti siano equiparati a quello degli altri impiegati del settore. Secondo i sindacati un lavoratore dello stabilimento di Bad Hersfeld guadagnerebbe all’anno 9000 euro in meno di un suo collega di un’altra azienda. Per ora i vertici Amazon hanno già detto due volte no alle richieste dei lavoratori e la via verso lo sciopero sembra sempre più corta.

Salsiccia avvelenata

23 apr

Uli_Hoeness_frode_fiscaleUli Hoeness non dorme sonni tranquilli. E non perchè il Bayern Monaco, squadra di cui è presidente, è a poche ore dalla semifinale d’andata di Champions League contro il Barcellona. Il 61enne ex attaccante dei bavaresi (otto anni e 86 gol in Bundesliga) è infatti indagato per frode fiscale. Secondo i magistrati tedeschi Uli avrebbe nascosto su un conto segreto in Svizzera alcuni milioni di euro (qualcuno parla di 10) ricavati dalla sua attività di imprenditore di successo. Hoeness, dopo il suo ritiro, ha avviato un fiorente commercio di carne, tanto da diventare il fornitore dei fast food McDonald nella Bundesrepublik e della catena di supermercati Aldi.

Un reato, quello di evasione fiscale da cui l’ex direttore generale del Bayern Monaco aveva creduto di sottrarsi pagando al fisco in anticipo 6 milioni di euro e autodenunciandosi. E nelle ultime settimane presentando una dichiarazione spontanea alla procura di Monaco di Baviera e collaborando in maniera attiva con le autorità. Ma questa redenzione (tardiva) è stata cancellata da un voto politico. Quello dell’opposizione socialdemocratica e verde che al Bundesrat ha bloccato l’accordo fiscale tra Germania e Svizzera. Considerandolo troppo “morbido” verso gli evasori. E adesso Uli rischia. E non solo la poltrona di presidente del Bayern Monaco.

Baviera, se il pastore vuole diventare donna

15 apr

 

neufahrn-in-niederbayern_bayernNeufahrn, Bassa Baviera. Funzione domenicale nella locale chiesa luterana. Manca poco alla fine della cerimonia, il sermone è finito e il pastore Andreas Zwoelfer prende la parola. La voce è un po’ più alta del solito e rotta dalla tensione. “Vi voglio dire una cosa totalmente personale. Vorrei fare outing. Voglio diventare donna”.

Stupore, ma nessuna ostilità. Il 49 enne ha raccontato il suo cammino verso la dichiarazione ai suoi parrocchiani. Dall’infanzia in cui già si sentiva un bambino nel corpo di una bambina agli anni della tristezza e della “clandestinità” fino alle prime aperture. Per esempio quando i suoi fedeli lo chiamavano “Herr Pastor”, lui rispondeva “Io non sono un uomo, prima lo ero”. Una verità che adesso sanno tutti. La compagna, una teologa che con Zwoelfer gestiva la parrocchia di 1600 anime era presenta all’annuncio e ha già deciso di stargli accanto.

La coppia però non sara più la guida della comunità. Per una propria decisione. “Non vogliamo essere un motivo di litigio e divisione per i parrocchiani”. Fedeli che secondo quanto riporta Die Welt non hanno giudicato in maniera negativa il comportamento del pastore. Anzi. “Peccato che se ne vada” è il commento più comune. Ma le vie del Signore sono davvero infinite.

Ragazzo sul cubo (di Rubik)

9 apr

Cubo_di_RubikUn passatempo che è diventato un’ossessione. In senso positivo. Tayo Braun, 14 anni, è un ragazzo che frequenta il liceo nel Land del Baden-Wurttenberg, nel sud della Germania. E ora ha scritto un libro. Nessuna favola, né riedizione in salsa tedesca di “Tre metri sopra il cielo” ma un manuale per risolvere il cubo di Rubik. Sì, quell’aggeggio in plastica inventato dall’ingegnere e designer ungherese Erno (Rubik) nel 1974 e che ci ha dato qualche mal di testa nei pomeriggi da bambini. Tayo invece a risolverlo ci mette da poco. Più o meno 14 secondi. Non un record assoluto, ma un ottimo tempo per un ragazzino. Così il 14enne ha deciso di spiegare come fa. Non è il primo (sullo Spiegel nel 1981 ne scrisse il giornalista Albrecht Kunkel), ma sicuramente il più originale. Perchè come spiega Tayo al Der Spiegel il suo Basic Cubing New Generation (così si intitola il libro) si rivolge ai principianti assoluti e con l’aiuto delle figure li porta passo a passo alla soluzione. In 80 modi, inventati e scelti da lui. E Tayo giura di avere già pronto il secondo volume, con nuove vie d’uscita dal rompicapo. E pensare che quando cominciò qualche anno fa pensava che sarebbe stato un gioco come un altro..

Omaggi digitali

2 apr

Google_DoodleStamattina aprendo Google ho trovato un po’ di Germania. Ma non lo sapevo. La versione modificata del logo del motore di ricerca (il Google doodle) di oggi, una serie di insetti e un’iguana, è un omaggio a Maria Sibylla Merian, naturalista tedesca nel giorno del suo 366simo compleanno. La scienziata nata a Francoforte nel 1647 e morta ad Amsterdam nel 1717 è stata una delle pioniere nello studio degli insetti e in particolare dei lepidotteri (le comuni farfalle).

Una donna, figlia dell’incisore ed editore svizzero Matthaeus, che percorse i tempi anche per il suo comportamento nella vita privata. Emancipata, indipendente, viaggiò con la sua seconda figlia in Europa e in Suriname, allora colonia olandese, per osservare e ritrarre le specie di animali e insetti subtropicali. Una scienziata di grande livello ampiamente commemorata dalle istituzioni tedesche, culturali e non. Francobolli, un cratere su Venere, una nave dell’Istituto Liebniz per le ricerche nel Mar Baltico e soprattutto una banconota. La faccia di Maria Sybilla era quella che è comparsa fino al 2002, anno di introduzione dell’euro, sulle banconote da 500 marchi, le seconde per taglio. Il viso della scienziata sul fronte, di fianco a una vespa e sul retro piante e insetti. Così la Germania l’ha ricordata per anni nel simbolo più evidente della sua potenza.

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